Libri: ecco la Top Ten dell'estate

Libri: ecco la Top Ten dell'estate
di Giuditta Casale

L’estate è il mese dei ritorni e dei saluti. In questa estate così strana e tutta da riprogrammare ho pensato di suggerire alcuni titoli che in qualche modo possono essere considerati come un saluto o un ritorno dell’autore o dei suoi personaggi ai lettori che li hanno amati.

Pianeta Omar (Zanib Mian)

Salutiamo con grandissima curiosità e tanto interesse, il piccolo Omar, un nuovo protagonista già paragonato alla Schiappa e a cui auguro il medesimo successo, nato dalla fantasia, in parte ispirata ai suoi figli, di Zanib Mian, biologa molecolare inglese, che dal 2014 con la casa editrice indipendente “Sweet Apple Publishers” da lei creata pubblica libri inclusivi. Pianeta Omar, portato in Italia dalla casa editrice Il Castoro, è il suo esordio nella narrativa per ragazzi, con il quale ha vinto il Little Rebel Award 2018, ed è stato nominato per l’UKLA Award e il CILIO Carnegie Medal. Sarà bello scoprire insieme ai nostri bambini e sollecitati dalle fresche e spontanee illustrazioni di Nasaya Mafaridik, autodidatta indonesiana al suo primo lavoro, come Omar si libererà di Daniel, il bullo della classe, che l’ha preso di mira perché è quello nuovo, perché è un sognatore, e perché Omar e la sua famiglia sono musulmani.

Elsa Morante. Tra storia e sortilegi (Carola Susani)

La casa editrice La Nuova Frontiera junior ha ben pensato di riportare i grandi scrittori del Novecento nelle mani dei ragazzi italiani in modo del tutto originale e convincente con la collana Scrittori del ‘900 curata e progettata da Marta Corsi. Un racconto in soggettiva e con riferimenti all’intera produzione dell’autore immaginata da uno scrittore contemporaneo, con un piede anagrafico nel Novecento e lo sguardo rivolto al nuovo millennio in modo da rendere gli autori novecenteschi veri e autentici per i ragazzi di oggi. I nuovi arrivi nella collana sono il Primo Levi di Paolo Di Paolo che trae ispirazione per raccontare lo scrittore torinese da un’intervista che intrattenne nel 1986 con Philip Roth, e la Elsa Morante di Carola Susani, che ha saputo raccontare mirabilmente già altre straordinarie avventure classiche ai giovani lettori. L’illustratrice Giulia Rossi, che sta seguendo l’intera collana, ha scelto il verde acqua per Morante e il celeste acceso per Primo Levi, dopo il celeste cielo del Calvino raccontato da Biferali; il giallo solare di Ferraloro per Tomasi di Lampedusa; il viola per la Ginzburg di Di Genova e il rosso per il Pasolini di Astremo. Il mio consiglio è di prenderli tutti e di leggerli insieme con i vostri figli.

Hai la mia parola (Patrizia Rinaldi)

Il nuovo romanzo di Patrizia Rinaldi, Premio Andersen per ben due volte: una con il miglior albo e l’altra come scrittrice italiana dell’anno, “Hai la mia parola” (Sinnos) è la storia di due sorelle, costrette a separarsi quando la sorella più bella, Mariagabriela, ancora bambina, è richiesta dal Visconte della contea in cui vivono, come serva di casa, ambientata in quello che appare un indefinito e fiabesco medioevo, ma valida ancora oggi. La forza dirompente del libro è dovuta alla maestria di Patrizia Rinaldi di trovare i toni e la misura per raccontare una storia tragica con un ritmo romanzesco e avventuroso. Una storia, però, che ha anche il sapore del riscatto e della determinazione delle scelte, perché Mariagabriela scompare misteriosamente dopo aver opposto resistenza al Visconte. Sulle sue tracce mossa dal grande amore che le unisce da sempre si pone Nera, la sorella “sbagliata”, la Zoppa La Sciancata La Strega. La voce di Patrizia Rinaldi è un miscuglio di sintassi, lessico e ritmo che reggono l’eleganza dei costrutti e conservano l’immediatezza del sentimento, in cui i lettori, piccoli e grandi, sono incantati e trattenuti. Lo sbaglio della natura, la zoppia che aveva relegato Nera in una condizione di miseria e di emarginazione, si rivela il trampolino di lancio per diventare la Riccia, salvata dal potere delle parole e in grado di salvare anche gli altri. Anche l’amata sorella Mariagabriela? Questo lo lascio scoprire ai lettori di “Hai la mia parola”.

Riccardino (Andrea Camilleri)

Lo stiamo aspettando tutti, in particolare da quando il 18 maggio Antonio Manzini, allievo del Maestro e giallista ormai affermato con il commissario Rocco Schiavone, ha letto in anteprima assoluta il primo capitolo durante il #SalToExtra, l’edizione straordinaria del Salone del Libro di Torino, rimandata all’autunno nella sua versione fieristica a causa del Covid-19. Sto parlando di Riccardino, il saluto di Andrea Camilleri ai suoi lettori. Uscirà il 16 luglio, a un anno esatto dalla sua morte, avvenuta il 17 luglio 2019. Che fine farà il commissario Montalbano? Su questo ultimo romanzo, chiuso nella cassaforte della casa editrice Sellerio, che decretò il suo successo, poi divenuto sterminato, lui stesso amava favoleggiare, da grande affabulatore qual era.

Sul sito della casa editrice, in attesa di poter leggere l’ultima avventura nella Vigata creata da Camilleri e divenuta ormai un pezzo importante della geografia e degli umori italiani, si può stemperare (o aumentare com’è avvenuto a me) la curiosità per ciò che sarà ed essere presi dall’enorme nostalgia del Maestro, che abbiamo creduto immortale.

Il borghese pellegrino (Marco Malvadi)

Marco Malvaldi torna in libreria con un grande e atteso ritorno: una nuova indagine per Pellegrino Artusi, con il quale aveva conquistato i suoi lettori cinque anni fa nella prima avventura in cui il famoso autore della Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene mise in luce le sue doti di detective, “Odore di chiuso”. In “Il borghese pellegrino” Malvaldi ancora una volta dà sfoggio della sua maestria nel creare meccanismi perfetti, di una lingua sapida e gustosa, con una gamma di personaggi ben riusciti e un’atmosfera di inizio XX secolo perfettamente ricostruita. Abbandoniamoci dunque al piacere che una buona lettura e un personaggio iconico come Pellegrino Artusi sanno regalare per insaporire le nostre giornate estive.

La strada di casa (Kent Haruf)

Un saluto ai lettori italiani, che tanto l’hanno amato da quando la casa editrice NN editore ha pubblicato cinque anni fa “Benedizione” come primo libro del proprio catalogo e inizio del progetto editoriale che li ha portati a essere una delle realtà più interessanti del panorama italiano: con “La strada di casa” si completa la traduzione, tutta con la voce impeccabile di Fabio Cremonesi, delle opere di Kent Haruf. Il nuovo romanzo rappresenta la sua seconda prova, dopo “Vincoli” che la casa editrice NN editore ha già tradotto e pubblicato. Siamo ancora a Holt, che è diventata non solo la cittadina letteraria della provincia americana più abitata dai lettori italiani, ma anche un paesaggio dell’anima in cui ogni volta è stato bello tornare e ritrovare elementi conosciuti e caratteristici dello scrittore americano, ma anche sempre sorprendente, perché in ogni romanzo Kent Haruf ha saputo creare una nuova storia e articolare le vicende dei personaggi in modo inatteso e nuovo anche per il lettore più fedele.

Olive, ancora lei (Elizabeth Strout)

Sì, è tornata. Lo speravamo e lo desideravamo: Olive, ancora lei. Nella traduzione elegante di Susanna Basso, Einaudi riporta ai lettori italiani la protagonista, urticante e amatissima, di Elizabeth Strout che con “Olive Kitteridge” vinse il Premio Pulitzer e conquistò fama e gloria di critica e lettori. La ritroviamo proprio lì dove l’avevamo lasciata dieci anni fa nel romanzo a racconti che la fece conoscere. Appesantita dall’età, vedova del primo marito, ma con forza indomita e irresoluta voglia di vivere, a partire da un nuovo amore e un secondo marito. Elizabeth Strout, attraverso la protagonista che forse l’età ha addolcito nell’irridente icasticità del suo modo di fare, svela e mostra la vecchiaia con l’attenzione così umana e sensibile, che è propria della sua scrittura e che la rende al pari di Olive, amatissima. Altro non voglio svelare, perché con Olive ci sono innumerevoli ritorni, di cui ciascun lettore sarà grato alla Strout, come lo sono stata io.

La tua bellezza (Sahar Mustafah)

Un ritorno alle proprie origini e al senso profondo della sua identità può essere considerata la storia di Afaf, giovane ragazza di origini palestinesi che diventa donna sotto gli occhi dei lettori di “La tua bellezza”, tradotto da Francesca Conte per Marcos y Marcos, in un’America chiusa nei pregiudizi e nel razzismo, infiammati dall’11 settembre 2001. È il primo romanzo, dopo una raccolta di racconti non ancora tradotti in italiano, della scrittrice Sahar Mustafah, nata negli Stati Uniti da genitori palestinesi come la sua eroina. Un libro necessario, perché dà voce a un popolo invisibile come quello palestinese, schiacciato in una storia unica, che non aiuta a capire i reali connotati e l’estrema ricchezza delle sue tradizioni millenarie. Ma anche uno sguardo inedito sul mondo occidentale, da parte di una donna eccezionale come Afaf, che farà un percorso duro, costellato da difficoltà e tragedie familiari, per trovarsi di fronte a un fucile puntato contro di lei da un suprematista bianco, entrato di soppiatto nella scuola femminile islamica da lei diretta.

Il sistema del tatto (Alejandra Costamagna)

Un ritorno in Argentina, nel paese che ha segnato la sua infanzia con le lunghe sonnolenti estati passate nella casa dei nonni paterni, è quello intrapreso dalla chilenita, com’è chiamata e conosciuta da tutti, in “Il sistema del tatto” di Alejandra Costamagna, tradotto con piena bellezza da Maria Nicola per Edicola ediciones. Un piccolo gioiello per i lettori italiani, come quelli che sempre regala la garibaldina casa editrice Edicola, a cavallo tra due mondi: Italia e Cile. Già a partire dall’esergo, con la citazione di Natalia Ginzburg, è facile intuire quanto il mondo e i fantasmi che Ania troverà nella polverosa e disabitata casa dei nonni in Argentina riportino anche al nostro stesso immaginario di popolo emigrante, inclusa la nostalgia e il disagio esistenziale che ha segnato Nelida, madre di Augustìn, lo zio che ha spinto Ania al ritorno con la sua malattia e conseguente morte. Un romanzo struggente che dondola nel tempo come solo gli scrittori sudamericani di talento sanno fare.

Il tempo umano (Giorgio Nisini)

Saluti e ritorni non possono che fare i conti con il tempo, che è il fulcro meditativo del nuovo romanzo, “Il tempo umano” (HarperCollins) che segna il ritorno in libreria di Giorgio Nisini, scrittore di profonda consapevolezza speculativa e maestria nel rendere visibile l’invisibile, senza alterare il reale, ma spingendo oltre la soglia comune la propria capacità di indagine introspettiva e psicologica. Inseguendo la misteriosa incisione su un orologio, comprato da un rigattiere come dono del padre in una fiera, Alfredo Dal Nord compie il proprio destino di imprenditore di successo e realizza il suo geniale talento creando orologi di straordinaria perfezione ed eterna bellezza. Ma l’orologio contiene anche una profezia, in cui insieme con le due figlie gemelle di Dal Nord si troverà invischiato il protagonista del romanzo, il docente universitario Tommaso Serradimigni. Un romanzo da leggere senza badare al tempo, che scorrerà veloce per il lettore incatenato nelle maglie di una trama composita.