Monitor per gaming e lavoro – Come districarsi – Prima parte

Monitor per gaming e lavoro: Come districarsi
Foto Josh Sorenson per Pexels
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Il mercato dei monitor dispone di un'immensa varietà di schermi, molti dei quali possono venire utilizzati sia per videogiocare che per lavorare. Vediamo quindi le doti essenziali per scegliere un buon monitor, bilanciando svago e smart working. 

Schermi rettagolari, piatti o curvi?

Proprio in virtù dell'offerta occorre essere ben consci di ciò che si desidera privilegiare riguardo le doti squisitamente tecniche di cui un monitor, chiamato così in quanto generalmente non dispone di ricevitore televisivo, deve possedere. Anche se non vale come regola assoluta in genere se uno schermo è studiato per rispondere alle notevoli esigenze di un gamer allora è molto probabile disponga del potenziale per riuscire altrettanto bene a soddisfare quelle lavorative.

A meno che non si entri nella sfera del professionale dove il pannello deve obbligatoriamente offrire una resa da riferimento come occorre per lavori fotografici, elaborazioni e montaggi video e/o audio, gli elementi che deve portare in dote su cui occorre porre attenzione non sono poi molti. Da alcuni anni a questa parte i cataloghi delle aziende si sono arricchiti anche di schermi curvi, con sviluppo degli stessi anche in formati oltre il classico piatto “rettangolare” (16:9, sedici noni) e un'estensione per avvolgere maggiormente lo spettatore. Riflessi e distorsioni dell'immagine a parte si tratta in genere di schermi scelti per utilizzo in solitaria, con un solo individuo collocato il più possibile a centro schermo. Ad angolazioni diverse la percezione di luminosità, contrasto e del livello di dettaglio può cambiare anche molto. 

Grandezza e tecnologia

Come con gli schermi piatti più le dimensioni sono importanti e più elevato il coinvolgimento, e quando non basta c'è anche chi è arrivato ad affiancarne più d'uno aumentando esponenzialmente lo spettacolo. Sempre che la scheda grafica del computer sia in grado di reggere il carico di lavoro, attualmente il più grande schermo curvo in commercio è il Samsung 49” pollici, formato 32:9 modello C49HG90. Benché utilizzabile per scopi diversi dal gaming, lo schermo curvo rischia di essere meno indicato di uno piatto per uso lavorativo. Televisori a parte le scelte del gamer non conoscono limiti: c'è chi è arrivato a piazzare sulla scrivania un 42” pollici piatto a non più di un metro dal proprio naso solo per avere un'immagine pazzescamente grande, ma sono eccessi che non andrebbero percorsi tra affaticamento visivo e rischi di percepire eccessivamente la matrice del pannello facendo perdere valore al comparto grafico del gioco. 

La quasi totalità degli schermi di piccole dimensioni, ovvero dai 42” pollici a scendere, impiegano anche se in misura diversa i cristalli liquidi, Ormai l'LCD è sempre accompagnato dalla tecnologia LED. Fatta eccezione per pannelli estremi come l'Asus PQ22UC, 21.6” pollici OLED portatile con tempo di risposta da 0,1 ms e 5.000 euro di costo, la scelta ricade nella sfera degli schermi LCD LED, dove coloro che sono abituati alla profondità infinita dei neri di un televisore OLED (a pixel autoilluminanti) devono accontentarsi di una resa meno efficace. 

Caratteristiche essenziali

Tra i dati fondamentali che un gamer deve osservare ci sono il tempo di risposta e l'input lag, che non sono per niente la stessa cosa. Per tempo di risposta si intende quanto occorre a un singolo punto informazione nello schermo a reagire e passare da un colore all'altro: più basso il tempo di risposta e il valore corrispondente (espresso in ms – millisecondi), più fluide saranno le immagini anche nei passaggi velocissimi (per esempio i giochi di sport) e non ci sarà “effetto scia”. Accompagnato dal tempo di risposta c'è la frequenza di aggiornamento che per un pannello gaming deve essere almeno 60 Hz, ma le necessità dei gamer si spostano ben oltre, con frequenze a 144 Hz ma si può arrivare anche a 240 Hz. All'aumentare dello schermo e della risoluzione massima dell'immagine l'elettronica al suo interno deve far fronte a una gestione ancor più complessa per restare su valori bassi di tempo di risposta. 

Il tempo di risposta del pannello non va però confuso con il cosiddetto “input lag”, ovvero il tempo che passa dal momento in cui si impartisce un comando con tastiera, mouse o anche il joystick a quello in cui viene effettivamente eseguito a schermo. Comando che per forza di cose deve transitare per il computer, o attraverso trasmettitore/ricevitore quando si usano periferiche senza cavo: in tal caso il ritardo rischia di salire, ed è per questo che i gamer professionisti usano sempre e solo dispositivi connessi a filo. Così come selezionare funzioni di miglioramento delle immagini attive sullo schermo potrebbero innescare ritardo. Un input lag attorno ai 20 millisecondi, in genere quello offerto dai televisori con funzione “Gioco” attiva, va ancora molto bene, importante non superare la soglia dei 40 ms, sopra i quali la latenza nell'esecuzione di un comando renderebbe ingestibile il gioco. 

Risoluzione

La risoluzione dello schermo: meglio sia almeno Full HD (noto anche come 2K a 1920 x 1080 pixel), ma ci sono schermi capaci di offrire 4 volte tale volume di dati, ovvero gli Ultra HD (noti anche come 4K a 3840 x 2160 pixel). Maggiore la risoluzione, più elevato il volume di informazioni visibili a schermo a patto che anche il gioco offre la medesima qualità video. Comunque i game si adattano in base allo schermo e alla risoluzione massima dello stesso, grossolanamente possiamo affermare che un game studiato per schermi 4K funzionerà anche su schermi 2K e viceversa. 

Tipo di pannello e compatibilità

Ultima non certo in ordine di importanza quando si osserva la scheda tecnica di un monitor è la tecnologia impiegata, che nel caso di uno schermo pensato principalmente per il gaming ancora oggi dovrebbe essere di tipo TN (Twister Nematic), rispetto alle alternative VA (Vertical Aligment) e IPS (In-Plane Switching). Il TN ha costi di produzione inferiori, tempi di risposta anche di 1 ms ed elevata e performante frequenza di aggiornamento, il che significa che se per l'uso lavorativo non occorresse una elevata fedeltà dei colori e un ampio angolo di visione (qualità dell'immagine anche se non ci si trova esattamente a centro schermo) si può optare per un TN. VA e IPS sono invece da privilegiarsi quando competono fattori diversi come la ricchezza e fedeltà dei colori, che proprio a causa di una maggiore elaborazione interna allo schermo implicano un più elevato tempo di risposta. Si tratta comunque di valori che normalmente non vanno oltre i 5 ms, quindi a meno di non essere pignoli aspiranti alla supremazia assoluta nei gaming dove la reattività (umana) è tutto, anche se uno schermo non fosse TN potrebbe rendere felice il gamer e avere maggiori probabilità di venire usato anche per lavoro. 

Nella seconda parte dello speciale entreremo ulteriormente nel dettaglio delle virtù tecniche che dovrebbe possedere uno schermo gaming, adatto anche al lavoro. Ricordando che occorre che il monitor disponga almeno di una porta HDMI (meglio se tipo 2.0) e una DisplayPort (meglio se tipo 1.4), altro elemento fondamentale di compatibilità specie per chi lo utilizza con computer e scheda grafica va tenuta d'occhio la compatibilità “G-Sync” e “Free-Sync”, rispettivamente legate a presenza di scheda grafica N-Vidia oppure AMD. Se scheda e monitor “parlano la stessa lingua digitale” si eviterà il rischio che il flusso dati a schermo perda compattezza, arrivando a 'spezzarsi' (effetto tearing) quando la frequenza dello schermo non collima perfettamente con quella della scheda grafica. 

A voi la scelta

Ecco una prima rosa di proposte per tutti i gusti e tutte le tasche, adatti sia al gaming che al lavoro, di cui uno solo è un pannello curvo, l'MSI OPTIX G32CQ4, il cui raggio curvatura non è eccessivo e resta interessante per un impiego anche oltre lo svago.

AOC G2460VQ6

Il monitor AOC G2460VQ6 è un 24” pollici TN che va bene per entrare nel mondo gaming col piede giusto. Schermo piatto rettangolare 16:9, risoluzione Full HD (2K), tempo risposta 1 ms. La frequenza di aggiornamento in questo caso è 75 Hz, circa il 25% in più rispetto alla gestione più classica 60 Hz. La compatibilità dello schermo è AMD Free-Sync. Terminali 1 HDMI 1.4 e 1 DisplayPort 1.2.

HP Omen 25

HP Omen 25 è un 25” pollici piatto, tipo TN a risoluzione Full HD (2K), 16:9, tempo di risposta da 1 ms, qui si sale ulteriormente di livello tecnico perché la frequenza di aggiornamento è 144 Hz, ottimale sia per console che per computer, sempre AMD FreeSync, 1 ingresso DisplayPort 1.2, 2 ingressi HDMI 1.4 e 2 USB 3.0 oltre a un  pratico gancio per appendere le eventuali cuffie.

SAMSUNG U28E590DS 

SAMSUNG U28E590DS è un pannello 28” pollici piatto 16:9 di tipo TN che gestisce di base i 60 Hz di frequenza di aggiornamento (fino a un massimo di 75 Hz) mentre si sale di risoluzione a UHD (4K), compatibilità AMD FreeSync. Terminali: 1 HDMI 1.4, 1 HDMI 2.0, 1 DisplayPort 1.2. 

ASUS XG248Q 

ASUS XG248Q è un 24” pollici piatto 16:9, tipo TN, molto versatile. Se si è disposti ad abbassare la richiesta quanto a grandezza dello schermo e risoluzione a Full HD (2K) qui la dotazione tecnica è avanzata: la frequenza di aggiornamento nativa a 240 Hz, tempo di risposta di 1 ms e la tecnologia Extreme Low Motion Blur che impedisce il fastidioso “effetto scia” lo rendono ideale anche per i game sportivi. Tempo risposta 1 ms, terminali: 1 HDMI 1.4, 1 HDMI 2.0, 1 DisplayPort 1.2.