Pasqua in dolcezza: che significato hanno i dolci della tradizione?

La Pasqua si avvicina, con i suoi riti e con le sue laute tavole imbandite. Concludere i festeggiamenti in dolcezza è un must: vi siete mai chiesti quale sia il significato dei dolci della tradizione?

Pasqua in dolcezza: che significato hanno i dolci della tradizione?
George Dolgikh per Pexels
Tiscali Shopping

A ognuno la sua Pasqua: c’è chi non è soddisfatto finché non si taglia una bella fetta di colomba, chi non aspetta altro che rompere l’uovo di cioccolato, il più amato dai piccoli di casa (ma spesso sgranocchiato di nascosto anche dai grandi). Tutto va bene, purché sia dolce: per chiudere i pranzi pasquali e i picnic di pasquetta ci vuole una nota di dolcezza. Vi siete mai chiesti però perché proprio le uova di cioccolato e la colomba siano i dolci tipici di questa ricorrenza religiosa in Italia? Se avete risposto “perché sono simboli della primavera”, ci siete andati vicino.

Per godersi appieno il dessert la prossima domenica e stupire i vostri parenti e amici con la vostra cultura, ecco qualche curiosità sui dolci pasquali che andrete ad assaggiare e condividere con i vostri cari. Se ancora non avete provveduto a procurarvi il necessario, date uno sguardo sul catalogo di eBay: troverete dolci adatti per ogni occasione e ogni ricorrenza, a prezzi davvero imbattibili.

Perché a Pasqua si mangia la colomba?

La colomba pasquale è considerata un grande classico della tradizione enogastronomica pasquale, ma in realtà nella forma in cui la conosciamo oggi è un dolce nato di recente e del tutto slegato dai riti religiosi e dalle antiche tradizioni. Si tratta di una storia di cultura industriale e branding di successo esemplare, nata all’inizio del Novecento.

A idearla nella forma e con il nome che conosciamo oggi fu un pubblicitario milanese di nome Dino Villani, che trovò una brillante soluzione a un problema produttivo della azienda dolciaria Motta. La Motta all’epoca era nota per la sua produzione di panettoni natalizi, che per venire realizzati in un contesto industriale avevano bisogno di specifici macchinari. Macchinari molto costosi in termini di spazio occupato e manutenzione richiesta che, una volta passato gennaio, giacevano inutilizzati per mesi. Fu Villani a pensare di creare un dolce pasquale ad hoc, la cui ricetta e preparazione fosse simile a quella del panettone, affinché si potessero utilizzare quegli stessi macchinari fino a primavera inoltrata.

Nasce così la colomba, che in breve periodo conquistò gli italiani e cominciò a essere prodotta anche da altri marchi e a venire esportata fuori confine. In Lombardia che chi giura che in realtà sia un dolce antichissimo, le cui radici storiche risalgono fino ai longobardi e alla regina Teodolinda. Un racconto suggestivo, ma senza fonti certe a corredo.

Perché dunque la forma della colomba? Per richiamare la colomba pasquale, un simbolo di pace, prosperità e arrivo della primavera. Secondo alcuni invece l’ispirazione l’avrebbe data un santo, San Colombano, che si dice fece un miracolo davanti alla regina Teodolinda nel VII secolo, trasformando del semplice pane in un delizioso dolce.

 

Perché a Pasqua si mangiano le uova di cioccolato?

Decisamente più antica e legata alla sfera religiosa è la storia delle uova pasquali. In Italia sta andando scomparendo la tradizione di mangiare uova sode a Pasqua, ad esclusione di alcune tipiche preparazioni regionali che le vedono tra gli ingredienti.

Un tempo però le uova erano un cibo cardine della Pasqua e del periodo che la precede, la Quaresima, in cui è prescritta l’astinenza dal consumo di carne. Le uova sode erano un’ottima fonte di proteine e un sostituto alla carne.

Inoltre l’uovo, simbolo di fecondità e rinascita, è da sempre associato alla resurrezione di Gesù nell’iconografia cristiana e al ritorno della primavera in quella pagana. In molti paesi europei e anglofoni la tradizione delle uova di cioccolata è decisamente meno rilevante, a favore di quella delle uova pasquali, oggetto di una simpatica caccia al tesoro per i bambini. Spesso le uova vengono dipinte e decorate prima di venire nascoste dai genitori per tutta casa e nel giardino. Proprio da queste uova pasquali da scovare deriva l’espressione “easter egg”, con cui si definisce un contenuto segreto che lo spettatore deve scovare da sé e che fornisce un piccolo extra nella visione di un film o nella lettura di un fumetto.

La tradizione delle uova pasquali in cioccolato invece è intrinsecamente legata al Piemonte, dove già nel Settecento si misero a punto gli stampi necessari a produrre le uova di cioccolata come le conosciamo oggi. Allora erano i mastri pasticceri piemontesi a lavorare il cioccolato e chiudere un piccolo dono dentro l’uovo, prima di saldarne le due parti e impacchettarlo. Oggi invece sono le grandi aziende dolciarie e produrre uova di pasqua ma anche ovetti di cioccolato.